di Claudia Brunetto, Repubblica Palermo

Leonardo Tiepolo sa già cosa realizzare al liceo linguistico Ninni Cassarà di Palermo. Qualche disegno che richiami la natura e che accosti il tema della bellezza al degrado che attualmente regna sovrano nella scuola di via Don Orione. Con Tiepolo, quindicenne studente del liceo artistico Guggenheim di Venezia, sono arrivati in città altri cento studenti da tutte le parti del mondo per rispondere all’appello del progetto nazionale S. o. s. Scuola di Paolo Bianchini e Paola Rota di Alveare Cinema.  Al primo giorno di cantiere aperto erano tutti lì con i pennelli e gessetti in mano a immaginare una scuola più bella. Chi dipingeva di bianco la vecchia cisterna, chi abbozzava dei murales, chi guardando il cancello arrugginito accerchiato di graffiti cercava di farsi venire un’idea. Sul posto anche Roberto Reggi, sottosegretario all’Istruzione che ha fatto un giro della scuola insieme con i ragazzi. Gli studenti rimarranno in via Don Orione fino al 31 luglio.

 

 

I vigili del fuoco e la protezione civile hanno attrezzato una cucina da campo per permettere a tutti i mangiare sul posto. E di sera incontri e dibattiti culturali. “Questo progetto  –  dice Paola Rota  –  andrà avanti. Poi i ragazzi di Palermo andranno a Venezia per portare al nord un po’ di sole della Sicilia. E abbiamo già tante richieste da ogni parte d’Italia. All’ingresso del Ninni Cassarà realizzeremo una quercia-mosaico così come hanno voluto i ragazzi”.

L’idea è quella degli studenti che aiutano altri studenti a rendere le scuole più belle e accoglienti. Quella di Palermo è la prima risposta concreta alla lettera di un’ex studentessa del Cassarà, oggi appena diplomata, arrivata nel 2013 al parlamento europeo di Bruxelles, insieme ad altre 1500 missive sul diritto allo studio. Nella sua lettera, Norma Tumminello, raccontava tutti i disagi della sua scuola. “Sono troppo contenta  –  dice la ragazza  –  di vedere tutti questi miei coetanei nella scuola in cui ho vissuto cinque anni. Sono certa che riusciremo a realizzare il nostro progetto”.

S. o. s. scuola è anche un omaggio ai due adolescenti africani, Yaguine e Fodè, che per chiedere ai “signori d’Europa” di poter frequentare liberamente una scuola morirono assiderati nel 1999 nel vano carrello dell’aereo che doveva portarli a Bruxelles con una lettera, arrivata a destinazione tredici anni dopo. La storia dei due ragazzi è stata raccontata nel film “Il sole dentro” di Paolo Bianchini, prodotto da Alverare Cinema. “Cose del genere non devono più accadere  –  dicono i ragazzi al lavoro al Ninni Cassarà. La scuola è un diritto di tutti e siamo qui per difenderla”.